Venere Mana investe tempo e risorse nella ricerca di materiali a basso impatto ambientale. Ogni singolo tessuto, accessorio o imballaggio che entra in questo spazio è frutto di studi attenti e di una scelta ponderata. A ogni nostra azione seguono delle conseguenze materiali sul pianeta. Il nostro obiettivo è assicurarci che queste conseguenze siano positive. Vero che vuoi anche tu generare conseguenze positive nel mondo?
Il comune denominatore di ogni nostro capo è la biodegradabilità. Perché tutto ritorni alla Terra.
Selezioniamo rigorosamente filati all’interno dell’Unione Europea, dove i controlli sulle risorse ambientali e sul rispetto dei diritti dei lavoratori sono severi. Utilizziamo spesso tessuti Vintage e deadstock verificati (rimanenze di magazzino recuperate ma con una totale sicurezza sulla composizione tessile), perché la materia più sostenibile è quella che è già stata prodotta.
Ecco l’elenco dei materiali che potresti trovare nelle collezioni Venere Mana (aggiornerò costantemente queste scelte per garantirti la massima trasparenza):
- Fibre Naturali Classiche: Lino, Cotone (certificato GOTS), Canapa, Lana, Seta e Seta Bourette.
- Fibre di Nuova Generazione: Lyocell, Modal, Cupro, Tencel e Bamboo.
- Alternative Cruelty-Free: Pelli vegetali derivate da scarti naturali (come le foglie di ananas e materiali derivati dagli scarti delle olive).
- Tessuti Upcycled: Ricavati da vecchi jeans rigenerati e tinti nuovamente.
Sapere di cosa sono fatti gli abiti che indossiamo è il primo passo per smettere di subire il mercato e iniziare a fare scelte consapevoli.
Packaging Essenziale
Niente viene lasciato al caso, nemmeno le scatole per le spedizioni. La scelta è ricaduta esclusivamente su un materiale naturale e biodegradabile: il cartone.
- Il 50% delle nostre scatole di spedizione è realizzato in cartone riciclato.
- Le etichette esterne (i cartellini) sono in cartone.
- Le etichette interne cucite sui capi sono sempre 100% Cotone (niente poliestere a contatto con la tua pelle).
IL BOSCO DI AFRODITE: PROGETTO AMBIENTALE
La filiera dell’abbigliamento si colloca tra i settori industriali a più alto consumo idrico nel mondo. Per darti un dato concreto: per produrre un solo chilogrammo di cotone servono dagli 11.000 ai 20.000 litri d’acqua, prosciugando intere riserve idriche locali.
È una scommessa insostenibile, ed è il motivo per cui le scelte di Venere Mana virano generalmente su materiali diversi:
- Lino e Canapa: Richiedono quasi esclusivamente acqua piovana per crescere, abbattendo il consumo idrico artificiale quasi a zero.
- Cotone Biologico certificato: Riduce il consumo di acqua da irrigazione fino al 91% rispetto al cotone convenzionale.
- Lyocell (Tencel): Grazie al suo processo a ciclo chiuso, riutilizza e ricicla il 99% dell’acqua di produzione, senza disperderla.
Anche la carta e il cartone che utilizziamo per il packaging provengono dalla lavorazione del legno, un altro processo ad alto impatto idrico e forestale. Le foreste sono i polmoni e l’ancora della Natura: chi usa queste risorse ha il dovere etico di restituirle.
A questo si aggiunge l’uso – seppur ridotto e mirato – dell’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del nostro lavoro (revisione, ricerche e traduzioni). Siamo perfettamente consapevoli che anche l’AI ha un costo ecologico pesante, legato al raffreddamento ad acqua dei server dei data center.
Per mitigare l’impatto idrico globale delle nostre produzioni, digitali e materiali, e dare un contributo reale alla Terra, stiamo lavorando a un progetto ambizioso: il Bosco di Afrodite. L’obiettivo è trasformare dei terreni incolti nel Pavese in aree utili alla biodiversità.
Ogni ordine effettuato si trasformerà nel tempo in alberi veri, piantati su un terreno reale che potrete veder crescere, affinché il ciclo dell’acqua, della vita e la forza della Natura possano continuare a manifestarsi in perfetto equilibrio.
I Nostri Tessuti nel Dettaglio
Qui trovi un elenco approfondito dei materiali a basso impatto ambientale usati nelle collezioni. Ogni volta che posso aggiorno questa pagina per spiegarti per filo e per segno cosa sono questi materiali, dove vengono prodotti e quale impatto hanno sull’ambiente e sulla vita delle persone. Sapere di che cosa sono fatti gli abiti che indossiamo ci aiuta a fare scelte consapevoli e responsabili.
- Lino: La migliore fibra antica. Resistente, termoregolatore e completamente biodegradabile. Cresce con pochissima acqua e senza bisogno di pesticidi chimici.
- Canapa: Una delle fibre più resistenti e rivoluzionarie al mondo. La sua coltivazione ha un impatto quasi zero e ha la capacità unica di rigenerare e bonificare i terreni in cui cresce.
- Cotone (Certificato GOTS / OEKO-TEX): Coltivato senza l’uso di pesticidi tossici o fertilizzanti chimici, rispettando i cicli della terra e la salute di chi lo raccoglie.
- Seta e Seta Bourette: La Bourette, in particolare, nasce dal recupero dei filati più grezzi e corti della seta: una materia ricca di nodi, consistenza e imperfezioni sacre che amiamo valorizzare.
- Lana: Protezione e calore, scelta solo da filiere che garantiscono il benessere animale.
- Lyocell (Tencel): Una fibra ecologica di nuova generazione derivata dalla polpa di legno (principalmente eucalipto). Viene prodotta attraverso un processo a ciclo chiuso che recupera e riutilizza quasi il 100% dell’acqua e dei solventi.
- Cupro: Spesso definita “seta vegetale”, è una fibra incredibilmente fluida ricavata dai linters di cotone, ovvero la morbida peluria che avvolge i semi e che l’industria tessile tradizionale scarta.
- Modal: È una fibra artificiale cellulosica rigenerata, ottenuta specificamente dalla polpa di legno di faggio. Dal punto di vista tecnico, si tratta di una variante modificata della viscosa (caratterizzata da un alto modulo a umido), che garantisce un’elevata stabilità dimensionale: il tessuto non si deforma, non si restringe e mantiene la sua morbidezza anche dopo ripetuti lavaggi in acqua. Ha una capacità igroscopica (assorbimento dell’umidità) superiore al cotone di circa il 50%, lasciando la pelle asciutta.
- Bamboo (Viscosa di Bambù): Tecnicamente classificato come rayon, viene prodotto estraendo chimicamente la cellulosa dai fusti del bambù per poi trasformarla in filato. La sezione trasversale della fibra presenta una micro-struttura ricca di micro-fori che conferisce al tessuto proprietà termoregolatrici (mantiene freschi d’estate e caldi d’inverno) e un tasso di assorbimento dei liquidi eccezionale. Riduce naturalmente la proliferazione batterica legata al sudore.
- Pelli Vegetali: Le nostre alternative vegetali alla pelle. Il Piñatex è ricavato dalle fibre delle foglie di ananas (un sottoprodotto dell’agricoltura che altrimenti verrebbe bruciato), mentre altri trattamenti utilizzano gli scarti della lavorazione delle olive.

